Mani per il Nepal compie 10 anni

L’associazione d’aiuto e supporto è anche un po’ bleniese

In 10 anni dalla sua fondazione, l’Associazione Mani per il Nepal si è impegnata a raccogliere in Ticino più di 4 milioni di franchi grazie alla generosità di molto ticinesi, tutti già reinvestiti in Nepal in progetti concreti, quali ad esempio: sei ponti sospesi, tre acquedotti, tre mini-centrali elettriche, due scuole e un orfanotrofio. Sono poi stati donati ben 5’200 zainetti con materiale scolastico, oltre 3’000 stufe a legna; è stato realizzato un atelier di tessitura della fibra di ortica e sono state donate agli abitanti del posto 460 vacche con vitello o gravide. E molto altro ancora.

L’Associazione è nata sull’onda dell’emozione suscitata dal devastante terremoto che ha colpito il Nepal nell’aprile 2015, evento catastrofico che ha messo in ginocchio l’intera popolazione che si è ritrovata senza casa e a volte senza più nulla. Il sisma ha purtroppo ulteriormente peggiorato la sua già debole economia locale. Per questo l’Associazione si è impegnata a raccogliere fondi per aiutare in modo concreto e mirato – sul posto – la ricostruzione di opere di pubblica utilità, promuovendo attività artigianali in modo da garantire un totale introito per l’economia nepalese.

Nel dettaglio, i sei ponti realizzati permettono ora alla gente del posto di attraversare i grossi fiumi himalayani e accorciare il tragitto a persone e animali nella Valle del Makalu, una delle aree più povere del Nepal. Inoltre l’assemblaggio e la distribuzione di 536 kit completi con pannelli solari e batterie nel distretto del Sindhupalchok ha permesso di ridare l’elettricità a quattro villaggi praticamente distrutti al 95% dal sisma.

Come detto sopra, tre sono gli acquedotti realizzati, e meglio nei villaggi di Gauthala, Walung e Angluwa e con successive costruzioni di altrettante piccole centraline elettriche a Gonthala, Yangden e Dobatak per fornire la corrente elettrica ad abitazioni e strutture pubbliche. Gli acquedotti, in particolare, sono stati in parte finanziati da alcuni Comuni ticinesi nell’ambito dell’iniziativa lanciata a livello nazionale che prevede la devoluzione di 1 centesimo per metro cubo d’acqua consumato nel comune, e questo quale contributo di solidarietà a progetti di sviluppo idrico in paesi in via di sviluppo che non possono disporre di questo bene prezioso.

Aiuto concreto alle scuole

In questi 10 anni, l’associazione si è poi impegnata per la ricostruzione di una scuola crollata parzialmente durante il sisma a Gagalphedi (periferia di Kathmandu) a beneficio di ben 480 allievi ed è pure stata ricostruita (due blocchi) la scuola di Tashigaun (villaggio a 2’100m nella Valle del Makalu) per 66 bambini. Da notare anche che sono stati forniti dei nuovi banchi a una scuola di Chechsedanda, nella stessa valle, mentre sono stati anche fabbricati e forniti ben 5’200 zainetti circa (completi di materiale scolastico) agli allievi delle scuole, sempre della Valle del Makalu. Ma l’elenco delle belle cose fatte aiutando concretamente continua: sono stati forniti 208 libri di testo in inglese alle scuole di Seduwa, Checksedanda e Tashigaun, mentre a Kathmandu è stato realizzato un nuovo orfanotrofio Yamuna Children’s Home, per il quale sono stati avviati dei padrinati.

Stufe e mucche

Oltre all’edificazione di un’officina a Patan (periferia di Kathmandu), l’associazione si è molto impegnata per la distribuzione di oltre 3’000 stufe economiche a legna per cucinare, togliere il fumo e riscaldare le case a tutti i fuochi dei villaggi della Valle del Makalu e dintorni. Senza dubbio un aiuto molto utile e concreto. Come detto in apertura, sono poi state acquistate e consegnate 460 vacche con vitello o gravide a famiglie particolarmente bisognose, sempre in quella valle.

Non sono mancati altri aiuti di vario genere tra cui mascherine chirurgiche (15’000 pezzi) e centinaia di set alimentari (riso, lenticchie, zucchero, sale e olio) a famiglie particolarmente bisognose a Kathmandu durante il lockdown pandemico del 2021; la distribuzione di vestiti e medicinali raccolti gratuitamente in Ticino ad un ospedale e a due dispensari; sono stati acquistati materiali di laboratorio e accessori per l’ospedale di Seduwa nella Valle del Makalu nonché sono stati elargiti aiuti finanziari diretti a famiglie in difficoltà.

Coinvolgimento locale

Tutti i progetti a carattere edilizio (ponti, scuole, acquedotti, centraline elettriche) sono stati elaborati da validi e affidabili ingegneri nepalesi, che nello specifico hanno coinvolto gli abitanti (tra i quali anche molte donne) dei villaggi beneficiari delle opere per i lavori di trasporto materiale e manovalanza, garantendo salari dignitosi. I preventivi e le tempistiche di realizzazione dei progetti sono sempre stati rispettati.

I progetti sono stati identificati e supervisionati sul luogo dai fratelli Dawa e Phurba Sherpa, e dal loro cugino Mingma Sherpa, fondatori dell’associazione consorella Plans for Nepal.

L’Associazione

Mani per il Nepal conta oltre 700 soci e sostenitori che, anche da queste colonne, ringraziamo di cuore per l’enorme generosità e sostegno. L’associazione dispone di un sito internet www.maniperilnepal.ch, una pagina Facebook e un profilo Instagram regolarmente aggiornati e sui quali è possibile seguire l’andamento dei progetti e le attività proposte. Seguendo il desiderio di restituire una parte di questa generosità dei suoi donatori, l’associazione ha organizzato negli anni anche belle serate alpinistiche un po’ in tutto il Ticino, invitando per conferenze Reinhold Messner a Lugano, Gerlinde Kaltenbrunner a Muralto, Herve Barmasse a Biasca, Kristof Wielizki a Leontica e Gnaro Mondinelli a Ambrì.

Con poco si può davvero fare molto e ogni piccolo passo avanti ha senso perché migliora un po’ il mondo!

Per il comitato, Lara Ambrosetti-Giudici, Malvaglia, Coordinatrice-Segretaria Ass. Mani per il Nepal

Aggiungi un commento Aggiungi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserzione pubblicitaria