La demografia non è destino, ma azione politica

Bimbi si divertono sulla neve Bimbi si divertono sulla neve
Bimbi si divertono a Campo Blenio

Prevedere il futuro è crearlo

di Ivano Dandrea*

Ho letto con interesse l’intervista ai tre sindaci dei Comuni della Valle di Blenio (ottobre 2025 su questo mensile). Tutti attenti e orgogliosi nell’indicare le bellezze del proprio territorio, i progetti realizzati e quelli ancora da realizzare, il senso di appartenenza e di comunità che la loro valle può offrire.

Nell’affrontare il tema della demografia in una valle come la Valle di Blenio potremmo subito cedere alla tentazione della rassegnazione, all’inerzia demografica e alle previsioni che indicano un continuo declino degli abitanti residenti. Una demografia vista come dei binari tracciati che ci portano verso un lento destino al quale non ci si può negare.

Un grande demografo ed economista francese del secolo scorso, Alfred Sauvy, ha fortemente combattuto il determinismo demografico. Il suo pensiero era basato su due idee: la prima che l’inerzia demografica non è destino, la seconda che il futuro demografico dipende da politiche di lungo termine secondo la logica che il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo.

Per capire cosa sta succedendo anche nella piccola Valle di Blenio, con circa 5’600 abitanti, bisogna prima analizzare alcune tendenze di fondo in campo demografico che stanno determinando fortemente la struttura demografica delle nostre società occidentali, non da ultimo il nostro Cantone.

La prima riguarda la denatalità. Qui siamo di fronte a un vero e proprio tracollo in quasi tutti i Paesi occidentali. Gli indici di fecondità sono ben al di sotto della soglia del ricambio generazionale di 2.1 figlio per donna in età feconda e siamo sempre più vicini a un indice pari a 1, ossia al dimezzamento delle generazioni. In Ticino il tasso di fecondità è pari a circa 1.2, purtroppo un record svizzero. Diminuiscono anche i potenziali genitori, squilibri che danneggiano i giovani che si trovano in una società che investe sempre meno su di loro.

La seconda tendenza è l’invecchiamento della popolazione. I progressi nel campo della medicina, della prevenzione, della diagnosi e dell’alimentazione hanno permesso di aumentare la speranza di vita alla nascita in Ticino (86.4 anni per le donne e 82.5 per gli uomini): in aumento di 3 mesi ogni anno! Questo si traduce nell’essere il Cantone più anziano della Svizzera, e con gli ultraottantenni che doppieranno nei prossimi decenni.

Infine il Ticino, come molti Paesi occidentali, sarà confrontato nei prossimi anni con l’entrata nella fascia d’età definita “anziana” della generazione nata durate il periodo del baby boom, inizio Anni Sessanta del secolo scorso. Queste persone ora appartengono alla fascia d’età tra i 55-60 anni il che significa che tra poco meno di 5-10 anni saranno nella categoria degli over 65 anni.

Gli effetti cumulati di queste tendenze hanno generato il cosiddetto effetto “inverno demografico” una società con meno giovani, con meno popolazione attiva a brevissimo termine e con più anziani. In queste condizioni il calo demografico è scongiurato solo grazie all’immigrazione soprattutto internazionale nei centri urbani che grazie alla loro attrattività e mobilità riescono a contrastare la diminuzione con nuovi arrivi dall’estero.

Nelle valli

E nelle valli cosa succede? Sono e saranno le più colpite. Le previsioni dell’Ufficio statistica cantonale (USTAT) indicano un calo entro il 2040 (scenario medio) per la Valle di Blenio di -2,9% che, tradotto in numero di abitanti, significa una diminuzione di circa 170 residenti. Le previsioni USTAT indicano però anche lo scenario di sviluppo basso (o negativo) per la Valle di Blenio con una perdita di circa 380 abitanti e lo scenario alto (positivo) con un incremento di circa 50 abitanti.

Ma questi dati vanno valutati soprattutto per la loro struttura della piramide delle età, per le coorti presenti e future.

Parlando di valli dobbiamo quindi mettere in conto che già oggi le nostre valli sono abitate da molti anziani. L’indice che misura l’anzianità di una popolazione è l’indice di dipendenza degli anziani che mette a confronto la popolazione con età > 64 contro la popolazione da 19 a 64 anni. In Ticino questo indice è attualmente del 37,1 (tra i più alti in Svizzera). Per la Valle di Blenio questo indice è già ora del 46,2 e passerà al 70.9 (ossia circa 7 over 65 anni per 3 in età lavorativa).

In valori assoluti la Valle di Blenio conterà nel 2040 (scenario medio) 444 over 65 anni in più, 544 abitanti in meno nella fascia 15-19 anni e meno 65 bambini sotto i 15 anni. Uno scenario non certo entusiasmante con una chiara tendenza: l’aumento netto degli anziani in valle. Ma allora come rendere nuovamente attrattiva la Valle di Blenio?

E qui rientra in gioco la visione di Alfred Sauvy “la demografia non è destino”. Certo i dati ci aiutano a capire le tendenze di fondo, ma il futuro non è qualcosa di scritto ma il risultato di decisioni strategiche, di pianificazione a lungo termine e soprattutto di azioni concrete nel presente.

In un prossimo articolo cercheremo di valutare quali azioni la Valle di Blenio potrebbe intraprendere per cercare di contrastare questa tendenza valorizzando la qualità di vita e i punti di forza del territorio. Non dimentichiamoci infine che i territori delle nostre valli, confrontati con una fragilità demografica, non fanno altro che anticipare quello che rischia di succedere al Canton Ticino. Certo non è una sfida facile ma va affrontata con una visione comune con tutti gli attori sul territorio, piuttosto che subita con rassegnazione.

*Economista

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