La Via Alta del Sole è stata ufficialmente inaugurata lo scorso 6 settembre a Cadagno presso la locale capanna della SAT Ritom alla presenza di oltre 200 appassionati della montagna, giunti da ogni dove. Alla parte ufficiale sono intervenuti in particolare Norman Gobbi, Consigliere di Stato; Juri Clericetti, direttore dell’Organizzazione turistica regionale (OTR) del Bellinzonese e Alto Ticino; Giorgio Matasci, presidente della Federazione alpinistica ticinese (FAT), Davide Gendotti, sindaco di Quindo e Massimo Lombardi, presidente dell’Associazione della nuova Via Alta del Sole. Tra le varie autorità comunali e patriziali presenti, segnaliamo pure la sindaca del Comune di Blenio Claudia Boschetti Straub che ha rappresentato la parte più a Est della Via Alta, ovvero la Valle di Blenio. Dopo i discorsi, il Coro della FAT ha allietato la festa svoltasi nella stupenda regione del Ritom, non lontano dai Pizzo del Sole, cima che ha dato il nome alla Via.

Si tratta di un percorso escursionistico di alta montagna che si sviluppa in 5 tappe e collega la capanna Pian d’Alpe (sopra Semione, Biasca) al Passo del San Gottardo. È la quinta Via Alta del Ticino. A differenza delle “sorelle” (Via Alta Verzasca, Via Alta Idra e Via Alta Crio), questo itinerario che percorrere prevalentemente creste panoramiche, è più facile delle altre vie, infatti le difficolta (che si trovano comunque su sentieri bianco-blu) si posizionano a un grado 4 su una scala di 6 (le altre vie sono grado 5 o 6 su 6).
Pernottamenti in aumento
La Via Alta del Sole è stata aperta nel mese di giugno 2026: in questi 5 mesi, oltre 200 escursionisti hanno percorso questo spettacolare e panoramico trekking, con un conseguente introito alle capanne alpine ubicate sulla Via. Le grandi capanne di 80 posti come Cadagno e Cadlimo hanno riscontrato questo aumento di visitatori, ma visto i numeri elevati di visitatori sull’arco dell’estate, per loro rientra nella routine. Per contro le piccole capanne come Gana Rossa, Bassa di Nara (costruita appositamente per questa Via Alta) e in parte Pian d’Alpe, hanno raddoppiato o anche triplicato i pernottamenti che abitualmente registravano durante la stagione: segno che un progetto come questo ha portato un valore aggiunto importante per la regione.

L’Associazione che gestisce questa Via Alta è composta da membri sia della Leventina che della Val di Blenio. La stessa ha preparato un percorso accuratamente marcato con pittura bianco-blu, ha posato alcune corde e scalini, così da offrire agli escursionisti un tracciato sicuro e ben segnalato. Sino ad oggi non si sono registrati problemi o incidenti sulla via, in un’estate dove l’isoterma di zero gradi tocca quasi i 5’000 metri, questa via che si sviluppa essenzialmente tra 2’000 e 2’800 metri (dunque non toccata dal permafrost) offre percorsi e sentieri sicuri e meno soggetti a smottamenti. Per quel che riguarda invece la problematica della siccità, specie nelle piccole capanne e rifugi nella parte sud della Via si sono registrati problemi di acqua (in parte risolti con la posa di cisterne); le due capanne a nord invece, essendo in una zona ricca di laghetti alpini e sorgenti, il problema non si è presentato.

Un libro e un film
Nel corso del mese di novembre 2026 uscirà un libro su questo percorso e nel corso del 2027 potrebbe essere realizzato anche un documentario video.