Domenica 19 luglio scorso ha avuto luogo la festa della Madonna del Carmelo, appuntamento che ogni terza domenica di luglio richiama la tradizionale Milizia napoleonica a rinnovare il voto pronunciato nel 1812. In quell’occasione, infatti, i Pontesi sopravvissuti alla tragica campagna di Russia promisero di partecipare ogni anno alla Festa della Madonna del Carmelo vestiti in abiti militari, in segno di gratitudine per la grazia concessa dalla Madonna. Quest’anno, a commemorare il giuramento dei propri antenati, erano presenti ben 61 militi, a testimonianza della vitalità di questa tradizione, che coinvolge generazioni diverse e si conferma come occasione d’incontro preziosa per tutto il paese.
Alla cerimonia erano presenti ospiti di grande rilievo: Monsignor Carlo Faccendini, Abate della Basilica di Sant’Ambrogio di Milano; Padre Kolumban Reichlin, monaco benedettino dell’Abbazia di Einsiedeln e Cappellano della Guardia Svizzera Pontificia e, non da ultimo, il Comandante della Guardia Svizzera Pontificia, Colonnello Christoph Graf, accompagnato da una delegazione di reclute. Presente anche il picchetto d’onore dell’Associazione Ex Guardie Svizzere Pontificie – Sezione Svizzera Italiana, guidato dal compaesano Cristiano Guarna, la cui partecipazione ha assunto quest’anno un significato ancora più speciale.

Nel pomeriggio, dopo la processione, ha avuto luogo il momento delle salve d’onore, durante le quali è stata eseguita una salve in memoria del presidente onorario Renato Taddei, a cui la Milizia ha voluto tributare un sentito saluto. È stato quindi festeggiato l’ufficiale Loris Iametti, per i 40 anni di servizio in seno alla milizia. Vi sono anche altri militi che si sono distinti per la durata del loro impegno e che, quest’anno, hanno concluso il loro servizio. Si tratta di Rolando Guidicelli, con complessivamente 46 presenze, ed Ermelindo Taddei, con complessivamente 60 presenze, entrambi ringraziati ufficialmente durante l’assemblea della milizia.
Ma la tradizione, per vivere, necessita anche delle nuove generazioni. Quest’anno la milizia ha accolto ben sei giovani militi: Lorenzo Bigi, Thomas Cresta, Gabriele Iametti, Gioele Ratti, Noè Ratti e Tobia Ratti. Sarà loro il compito di mantenere vivo questo prezioso patrimonio culturale.

Mantenere in vita, dunque, non solo vivere nel passato. La milizia, come ha ben ricordato il presidente Francesco Guidicelli, ci aiuta a “riconoscerci in una storia e in un’identità” proprio nel presente, ricordandoci “quanto siano preziosi e fragili i doni della pace e della libertà, soprattutto in un tempo come il nostro, ancora segnato da guerre e tensioni”.