Abbonamento Arcobaleno, in futuro più interessante

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Abbonamento Arcobaleno più interessante

Per le nostre regioni periferiche

di Alessio Ghisla*

La mozione 1128 del 2 novembre 2015 di Simone Ghisla, significativamente intitolata “Abbonamento Arcobaleno: verde in città, rosso in periferia”, nasce da una constatazione semplice quanto evidente: il sistema tariffario del trasporto pubblico ticinese penalizza le regioni periferiche. Un problema noto da tempo, vissuto quotidianamente da chi abita nelle valli e deve spostarsi verso i centri per lavorare, studiare o accedere ai servizi.

Nelle regioni periferiche, infatti, l’accesso ai servizi è spesso più complesso e oneroso. Non per la distanza in sé, ma per l’attraversamento di numerose zone tariffarie intermedie. Ogni zona attraversata implica un costo, ed è quindi facile capire che per spostarsi da un servizio all’altro, al di fuori dei centri, comporta una spesa maggiore. Un sistema costruito su criteri tecnici – tratte, chilometri, suddivisioni storiche – che però non tiene sufficientemente conto della realtà territoriale e delle diverse opportunità offerte nei centri rispetto alle periferie.

È proprio questo il nodo politico sollevato dalla mozione. Come ho avuto modo di ricordare in aula, “l’accesso ai servizi, alla scuola o al posto di lavoro, spesso situati nei centri, risulta più complesso e oneroso a causa delle numerose zone tariffarie intermedie”. Un’inequità che finisce per scoraggiare l’uso del trasporto pubblico proprio laddove dovrebbe invece essere incentivato anche a livello finanziario.

Il rapporto della Commissione della gestione e delle finanze, al contrario del direttore del Dipartimento del Territorio, riconosce finalmente questa problematica e propone un primo correttivo. Un segnale importante, soprattutto per le regioni periferiche, atteso da troppi anni. Un’attesa lunga, che testimonia quanto spesso i problemi delle valli fatichino a trovare spazio nell’agenda politica cantonale. Il rapporto va infatti nella giusta direzione: invita a superare una visione puramente tecnica del sistema tariffario e ad avvicinarsi a un concetto di accesso ai servizi, diminuendo le zone da percorrere nelle valli per raggiungere i centri. Un cambio di paradigma necessario, se si vuole davvero sostenere le regioni periferiche, oggi confrontate con chiusure di servizi, calo demografico e difficoltà di collegamento.

Rendere il trasporto pubblico più accessibile non è solo una questione di giustizia territoriale, ma anche di politica ambientale e di sviluppo regionale. Migliorare l’accessibilità incentiva l’utilizzo dei mezzi pubblici, riduce il traffico individuale e rafforza l’attrattività delle regioni periferiche, anche dal profilo turistico. Il tutto con un impatto finanziario limitato sul sistema Arcobaleno, le cui principali entrate provengono già oggi dai centri urbani.

Il Gran Consiglio, dimostrando sensibilità sul tema, nella recente sessione di dicembre ha quindi sostenuto il rapporto della collega Samantha Burgoin. Si tratta di un passo avanti, atteso e necessario. Ora però sarà fondamentale vigilare affinché il Dipartimento del Territorio dia concreta attuazione in tempi rapidi alle indicazioni del Parlamento. E le regioni periferiche non possono più attendere.

*deputato del Centro in Gran Consiglio

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