Concessioni ad Autolinee Bleniesi, “il Governo fa lo sgambetto in casa?” 

Questo il titolo di un’interrogazione presentata lo scorso 9 aprile al Governo dai gran consiglieri bleniesi Alessio Ghisla, Lea Ferrari e Alex Gianella.

In estrema sintesi, la vertenza si rifà all’attribuzione delle concessioni per poter esercitare sulla linea Disentis-Lucomagno-Biasca e a sovrapposizioni di concessioni storiche già date e acquisite dalle Autolinee Bleniesi (ABL) sulla stessa tratta e ai futuri servizi estivi Biasca-Disentis. Di fronte a regolare risoluzione governativa del Consiglio di Stato datata 31 gennaio 2024 che “confermava il campo di lavoro delle ABL” e al fatto che otto mesi dopo “anche AutoPostale Grigione ha richiesto la concessione per la tratta Disentis-Lucomagno-Biasca, ottenendo per questa conferma in dicembre 2024 dall’Ufficio federale dei trasporti (UFT), il Consiglio d’amministrazione (CdA) di ABL ha inoltrato ricorso (approvato con 6 voti favorevoli e 1 contrario) al Tribunale amministrativo federale (TAF), dato che – si legge nel testo dell’interrogazione – “tale modifica genera sovrapposizioni con la concessione storica di ABL e mette a rischio la sostenibilità dell’azienda, che aveva pianificato i propri investimenti sulla base delle concessioni attribuite nel 2023”. A seguito di questo ricorso – si legge ancora – “i 4 rappresentanti cantonali nel CdA (il Canton Ticino detiene una quota maggioritaria del 55% del capitale sociale di ABL e nomina 4 membri su 7 all’interno del CdA) sono stati messi sotto pressione dal Dipartimento cantonale del Territorio, che ha intimato loro la sostituzione anticipata qualora non avessero ritirato l’azione legale. Tale intervento ha sollevato gravi dubbi sulla separazione dei ruoli tra Cantone azionista, regolatore e committente”. 

Pertanto i parlamentari pongono quattro domande al Consiglio di Stato (che dispone di 60 giorni per una risposta scritta): 1. quale interesse concreto ha il Consiglio di Stato a interferire con un legittimo ricorso giudiziario presentato da una società partecipata, nel pieno rispetto del diritto e della propria autonomia? 2. Quale timore ha il Governo nell’attendere la sentenza del TAF in merito al ricorso, considerando che lo stesso coinvolge l’UFT e Autopostale Grigioni e in nessun modo il Cantone Ticino? 

Inoltre i tre firmatari bleniesi chiedono al Consiglio di stato se “3. È corretto sostituire anticipatamente i membri del CdA in rappresentanza del Cantone Ticino solo perché hanno tutelato gli interessi pubblici nel rispetto di una concorrenza leale e dell’efficienza nell’uso delle risorse economiche cantonali? E infine chiedono: “4. Non ritiene il Governo di creare un pericoloso precedente, alterando in corso d’opera le regole di concessione, con il rischio di compromettere la capacità di pianificazione e investimento delle aziende di trasporto pubblico, minando così la fiducia nel sistema? 

Ad essere stati esonerati con effetto immediato, sono stati tre dei quattro rappresentanti del Cantone nel CdA: Ivo Gianora, Jörn Paglia e Maria Pia Steiner Birnstiel che sono stati sostituiti da Simon Züger, Giovanni Pettinari e Lorenza Bignasca. Nuovi rappresentanti quest’ultimi – scrivono i firmatari dell’interrogazione – “sui quali non vi è alcun dubbio riguardo alla posizione sul ricorso. In tal modo, il Dipartimento del territorio intende forzare il ritiro del ricorso, contando su una maggioranza compatta all’interno del CdA”. Questo agire, scrivono i tre parlamentari, “impedisce di fatto che la giustizia faccia il suo corso e che una sentenza fornisca una risposta imparziale”. 

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