Il fascino della sala di Acquarossa 

Lo scorso anno gli spettatori sono aumentati del 5,1 percento 

Una comunità che dispone di un cinema è fortunata. Difendere il contrario è pressoché impossibile. Non sono una cinefila nel vero senso della parola, ma le sale cinematografiche mi hanno sempre attratta: guardare un film sul grande schermo è una di quelle cose che mi affascinano. Anche se spesso e volentieri non ricordo i nomi di attori e registi, alcune pellicole e i loro messaggi me li porto nel cuore. Le immagini, i sentimenti che hanno suscitato in me rivivono come per incanto appena risento il titolo del film. Il cinema ha una potenza peculiare. Che non deriva solo dalle grandi dimensioni dello schermo e da quei fotogrammi che ti avvolgono letteralmente, seduto sulla morbida poltroncina. Penso che la sua potenza sia originata anche dalla condivisione: in sala si è in diversi, a volte in molti, a volte in pochi. Praticamente mai da soli. C’è un’energia di gruppo. Tutti vedono le stesse immagini nello stesso istante, ma le interpretazioni personali sono a volte sorprendentemente così diverse! Condividere questo vissuto comune, le tematiche e i sentimenti provati al termine del film nell’accogliente bar dell’atrio, è per me una cosa che non ha prezzo. È scambio, crescita, intrigante scoperta di altre possibili letture di un film. 

Recentemente ero al Cinema di Acquarossa, che da sempre mi piace definire un vero e proprio “gioiello della valle”, e assistevo al film-documentario “Segnali di vita” di Leandro Picarella in presenza degli astrofisici Francesco Fumagalli (presidente di Astrocalina e impegnato nel progetto di Osservatorio di Gorda) e Paolo Calcidese, attivo all’Osservatorio di Saint Barthelemy in Valle d’Aosta. Al termine dell’affascinante proiezione (chi non si lascia sedurre da un cielo stellato e dai suoi misteri?), nel prender la parola Calcidese ha subito detto: “Non ho mai visto una sala di cinema così bella”. 

Ma noi, ce ne rendiamo conto? Nel 1956 l’architetto Giampiero Mina è stato lungimirante; un vero luminare a progettare una sala così bella in legno (materiale caldo) e con questa caratteristica forma triangolare – unica in Ticino per un cinema – dallo stile squisitamente nordico, così energeticamente potente! E ha sapientemente abbinato alla sala, un accogliente atrio con bar e poltroncine. Forse, come in tutte le cose, quando le abbiamo sempre sott’occhi, diventano scontate… 

Cifre in controtendenza 

Nel 2024 in Svizzera è stato registrato un calo del numero di ingressi nei cinema rispetto al 2023, pari a un 2% di spettatori in meno nelle sale, con una diminuzione più marcata nelle sale della Svizzera tedesca. In genere i film di produzione europea hanno ricevuto maggiori consensi rispetto a quelli targati USA. 

Non mi sorprende, però, come ho appreso durante l’assemblea del 26 marzo scorso dell’Associazione Cinema Blenio, che i numeri degli spettatori nella sala di Acquarossa siano invece aumentati negli anni (fatta eccezione delle tribolate annate caratterizzate dalla pandemia). Lo scorso anno – per una stagione cinematografica che va da gennaio a giugno e da settembre a dicembre – gli spettatori sono stati 4135, con un aumento addirittura del 5,1 per centro rispetto al 2023. C’è insomma una buona frequentazione del nostro cinema di valle, che denota un marcato attaccamento. 

Un comitato con qualche ritocco e più presenze per film d’autore 

Ciò è dovuto anche al grande lavoro portato avanti, a titolo amatoriale, da un’Associazione Cinema Blenio forte, coesa e animata da tanto entusiasmo e tanta passione. Quella passione che fa muovere le cose! Basti citare Fernando Ferrari, l’uomo del cinema per antonomasia, che per tanti anni ha dato anima e corpo al cinema, e continua tuttora a essere presente anche dopo aver passato il testimone al più giovane Ariano Belli, che – dal canto suo – ha saputo raccogliere con rispetto, interesse e altrettanta passione questa preziosa eredità. Da quest’anno Ariano, come approvato dall’assemblea, sarà affiancato nel suo compito di presidente dal nuovo co-presidente Massimo Bazzi in modo tale da condividere e dividere i vari (e sempre più impegnativi) compiti della direzione dell’associazione e, in particolare, della programmazione mensile dei film. 

Le proposte sul cartellone, ogni mese, sono infatti sempre interessanti, variegate e adatte un po’ a tutti i tipi di spettatori, dai bimbi agli adulti. Le proiezioni del mercoledì, con i film d’autore, hanno registrato un notevole aumento di presenze con una media per il 2024 di 42 spettatori! Cifre non sempre raggiunte da sale cinematografiche cittadine più blasonate…E tra gli spettatori, non si incontrano solo bleniesi, ma amanti del grande schermo che vengono da fuori valle. 

In comitato, accanto dunque ai co-presidenti Ariano e Massimo, è stato nominato anche il nuovo membro Claudio Buzzi che, nel settore tecnico, affiancherà i rieletti Noris Tami e Nicola Tettamanti (vicepresidente). Il gremio è completato dalle rielette Cristina Vanazzi (segretaria), Carmen Fiorini (cassiera), Katia Bazzi, Silena Chiesa, Laurence Ravasi e Paola Toschini. 

Scopo culturale, 7137 presenze in totale 

La particolarità del Cinema-Teatro di Acquarossa è quella di essere un centro culturale, e non solo cinematografico. La sua sala ospita infatti ogni anno innumerevoli altre serate (che nel 2024 hanno attirato ben 3002 spettatori) dedicate al teatro, agli eventi a tema, agli spettacoli della Lanterna Magica, alla danza, alle assemblee e incontri di associazioni varie. In totale, quindi, tra appassionati del cinema e altri spettatori, la sala bleniese ha accolto ben 7137 persone nel 2024. Ricordiamo con piacere, che lo scopo dell’associazione – come si legge nel suo statuto – è infatti quello di promuovere la cultura cinematografica mediante la proiezione di film, discussioni, incontri informativi, ma anche quello di favorire lo svolgersi di altre attività collaterali di diverso tipo. Un’attività caratteristica di Acquarossa, dunque, che non è propria della maggior parte degli altri cinema presenti sul nostro territorio cantonale. Un altro motivo, se ce ne fosse ancora bisogno, per apprezzare l’esistenza della nostra sala. 

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