La visione di Danilo Martinali per il rilancio del Comune di Acquarossa
di Don Federico Ganna
Dongio – In un momento in cui le valli alpine cercano nuove strade per coniugare tradizione artigianale e innovazione, da Dongio arriva una proposta destinata a far discutere e, potenzialmente, a tracciare una nuova rotta economica per la Media Blenio. Negli scorsi giorni lo studio di ingegneria Ferelli & Corbella di Lugano, per conto della nota Carrozzeria del Satro e del del titolare Danilo Martinali, ha formalmente inoltrato al Comune di Acquarossa una domanda di costruzione per la realizzazione di una diga mobile sul fiume Brenno.
L’opera, situata in corrispondenza del ponte di Dongio, non ha finalità idroelettriche, ma rappresenta il cuore infrastrutturale di un progetto di più ampio respiro: la creazione di un bacino di carenaggio per la nautica leggera e commerciale.

Una nuova vita per il Brenno
L’idea di Martinali nasce da un’attenta analisi delle necessità logistiche del settore nautico regionale. Il bacino permetterebbe il deposito, la manutenzione e il restauro di natanti di piccole e medie dimensioni. Si parla di motoscafi privati, imbarcazioni destinate al trasporto di passeggeri e persino chiatte per il trasporto merci.

L’obiettivo è chiaro: trasformare un’area tradizionalmente legata alla carrozzeria automobilistica in un polo di eccellenza per la nautica da lago. Portare le imbarcazioni dal Verbano o dal Ceresio verso la Valle Blenio potrebbe sembrare una sfida logistica, ma per Martinali rappresenta un’opportunità di specializzazione tecnica unica nel suo genere.

Le sfide tecniche e ambientali
La realizzazione di una diga mobile nel letto del Brenno solleva inevitabilmente questioni legate all’impatto ambientale e alla gestione delle piene. Il progetto dovrà superare il vaglio rigoroso delle autorità comunali e cantonali, che valuteranno la compatibilità della struttura con il regime fluviale e la sicurezza idrogeologica della zona.
Tuttavia, l’iniziativa di Martinali si distingue per la sua capacità di guardare oltre i confini del mercato locale. Se approvato, il bacino di carenaggio potrebbe generare un indotto significativo, creando posti di lavoro qualificati e posizionando Dongio come un insolito, ma strategico, porto di montagna.

Un’alleanza tra industria ed ecologia: il progetto con «La Bleniese»
L’iniziativa ha già catturato l’attenzione delle istituzioni: infatti, in caso di accettazione, il progetto sarà supportato finanziariamente dal Dipartimento del Territorio, che lo ha riconosciuto come un intervento innovativo nel contesto delle start-up locali. La particolarità dell’opera risiede però nella sua natura ibrida.
A dare forza e valore ecologico all’opera è la partnership diretta con la Società piscicoltura «La Bleniese», la quale vi insedierà la parte di attività di allevamento di trote selvatiche adulte e nutrici. Questa sinergia permetterà un sensibile aumento della produzione di uova e avannotti presso l’incubatoio di Corzoneso-Piano.
Grazie a questo spazio, le ‘fatrici’ e i riproduttori godranno di condizioni ottimali, fondamentali per assicurare la qualità genetica e la salute della fauna ittica che andrà poi a popolare i nostri corsi d’acqua alpini.
Attualmente l’impianto, gestito dalla società di pesca vallerana, produce circa 55’000 trote arcobaleno e 50’000 trote fario. Grazie all’utilizzo del nuovo bacino del Satro per lo stazionamento delle trote adulte, l’incubatoio di Corzoneso- Piano potrà essere sgravato da tale compito, puntando a quadruplicare la propria produzione.

Formazione e futuro: la Scuola cantonale per pescatori
Oltre all’aspetto industriale e ambientale, il sito ospiterà un centro formativo di rilievo: la nuova Scuola cantonale per pescatori di montagna. La struttura si incaricherà di fornire i corsi obbligatori necessari per ottenere la licenza di pesca cantonale, diventando un punto di riferimento per tutti gli appassionati del Ticino.
Lavori già iniziati
Come avranno notato coloro che percorrono la strada cantonale e regolarmente transitano accanto alla carrozzeria, i lavori per l’edificazione della prima parte di quella che sarà la darsena del cantiere navale sono già iniziati. Da qualche settimana infatti si sta scavando e casserando sulla parte posteriore dello stabile della carrozzeria, nel punto dove sorgerà l’officina destinata a cantiere navale e dove è peraltro prevista la posa di una possente gru NördwayBOS 4200, con uno sbraccio massimo di 72 metri e una capacità di sollevamento di fino a 100 tonnellate. Si tratta di una struttura che normalmente in uso sulle piattaforme petrolifere. La stessa servirà al sollevamento di natanti di grosse dimensioni, come pure autocarri e Boring Machine, ovvero le piattaformi meccaniche mobili progettate per la perforazione di gallerie.

Tra scetticismo e sostegno: la valle si interroga
Nonostante le solide basi finanziarie e ambientali, il progetto è destinato a far discutere. Da un lato, il bacino rappresenta un’opportunità tangibile per il rilancio economico locale e una risposta efficace allo spopolamento, con il pregio di coniugare industria, svago e tutela della natura. Dall’altro, l’opera solleva interrogativi sulla sicurezza idrogeologica e sulla gestione del Brenno, un corso d’acqua dal carattere bizzoso che richiederà studi d’impatto rigorosi prima del via libera definitivo.

In conclusione
Quella della “Carrozzeria e cantiere nautico del Satro” non è solo una scommessa imprenditoriale di Danilo Martinali, ma una visione che unisce artigianato locale, sensibilità ecologica e formazione. Resta ora da vedere se il Comune e il Cantone confermeranno la fattibilità di quella che si preannuncia come una delle iniziative più originali della Valle del Sole.
*Don Federico Ganna (1841 – 1915) è stato un sacerdote e studioso, figura centrale della vita culturale della Valle di Blenio a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Pioniere dell’editoria locale, fu fondatore e direttore del settimanale d’informazione umoristica “Ul Bregnon”.
Questo articolo lo vogliamo dedicare a lui, che certo lo avrebbe scritto ancora più bello.