Serata pubblica giovedì 13 marzo al Cinema di Acquarossa
Noi adulti, boomer, generazione Z o generazione del baby boom, siamo a conoscenza, o meglio, siamo informati e conosciamo le regole e la legislazione sull’uso e sulla fruizione della moltitudine di social media e applicazioni di messaggistica istantanea? Ma, cosa più importante, abbiamo gli strumenti per avere un minimo di autorevolezza e controllo
sull’uso che ne fanno i nostri figli, nipoti e allievi?
Parliamo di facebook, instagram, tik tok, only fans, youtube, linkedin ma anche messenger, telegram, viber, WhatsApp e chatGPT.
Infatti non tutte hanno le stesse regole, non tutte sono moderate e censurate su determinati argomenti o immagini, ci sono applicazioni che danno accesso dopo una certa età mentre altre non prevedono limitazioni. Ce ne sono diverse in cui si può pubblicare e accedere a ogni contenuto senza censura, mentre altre sottostanno a regole decisamente più restrittive.
Esiste poi una chiara legislazione in merito a ciò che si pubblica o si diffonde tramite social o chat di gruppo, legislazione che in caso di reato accertato porta a una condanna, sia per gli adulti che per i minorenni.
Siamo consapevoli che ogni cosa che pubblichiamo sui social, che siano like di approvazione su post altrui, come anche nostre prese di posizione, ma anche conversazioni sulle chat e condivisioni di immagini, ne siamo responsabili sia in termini sociali ma anche penali?
Siamo in grado di sostenere una conversazione con i nostri figli, nipoti o allievi in merito ai guadagni stratosferici che generano i vari youtuber e influencer?
Chi sono questi youtuber e influencer, persone qualsiasi o persone con del talento e della furbizia sopra la media? Chi sono i creatori di contenuti?
È eticamente giusto e morale guadagnare denaro condividendo proprie immagini o filmati inerenti alla propria sfera sessuale con sconosciuti a pagamento?
È socialmente accettabile e legale filmare una rissa e poi diffondere il filmato sui social?
Come genitore ho diritto a controllare lo smartphone di mio figlio/a? Se sì, in quale frangente?
A tutte queste domande, ma anche a tante altre, cercheremo di dare una risposta giovedì 13 marzo a partire dalle 20.30 presso la sala del Cinema teatro Blenio (entrata gratuita e serata riservata ai soli adulti), dove saranno presenti: Paolo Attivissimo, divulgatore scientifico e collaboratore RSI; Ilario Lodi, direttore di Projuventute Svizzera Italiana);
Fabiola Gnesa, magistrato dei minorenni e due operatori sociali presenti sul territorio delle Tre Valli.
Per essere più esaustivi, in considerazione del tempo a disposizione, si prenderà in considerazione l’età dei giovani che va dalla quinta elementare alla quarta media.
Al termine vi sarà la possibilità di porre delle domande specifiche ai relatori e a fine conferenza è previsto un rinfresco offerto.
La serata è organizzata e finanziata dal Centro giovani C’entro (dei Comuni di Acquarossa, Blenio e Serravalle) in collaborazione con il Centro giovani Bassa Leventina e con il servizio di prossimità del Comune della Riviera. Con il sostegno anche di Infogiovani UFaG (Cantone Ticino DSS), Projuventute e dell’Associazione Cinema teatro
Blenio.
La serata fa parte di un ciclo di tre appuntamenti: seguirà infatti una serata a Iragna sul tema della violenza e per finire una a Bodio, dove si parlerà di Centri giovanili.
Christian Polti
Resp. attività socio culturali in ambito giovanile (Acquarossa, Serravalle, Blenio)