Il telescopio dell’Alpe di Gorda

L'alba vista da Gorda, foto Francesco Fumagalli L'alba vista da Gorda, foto Francesco Fumagalli
L'alba vista da Gorda, foto Francesco Fumagalli

Pensieri e ricordi notturni contemplando il cosmo dai cieli dell’Alpe di Gorda

di Francesco Fumagalli *

Finalmente dopo tanta attesa partiranno a breve i lavori per l’edificazione dell’Osservatorio di Gorda. Il sito frequentato in modo sparso da molti amatori fin da prima del 2010 riuniva e riunisce a sé molte condizioni favorevoli tra cui, per prima cosa, la bellezza del cielo notturno, la quota elevata e l’essere in una delle regioni della Svizzera meno affette dalla piaga dell’inquinamento luminoso. Tutto ciò ha sempre consentito d’avere una trasparenza e un contrasto nelle immagini degli oggetti celesti unica in tutto il territorio della Confederazione; e poi l’accessibilità attraverso una strada e la presenza di una capanna hanno permesso una frequentazione che è andata via via crescendo negli anni.

E così in una delle serate estive in cui ci si apprestava a osservare il cielo, in attesa del buio e in compagnia di Valerio Barison, allora guardiano della Capanna, incominciammo a fantasticare su quanto sarebbe stato bello avere una struttura che consentisse di installare stabilmente degli strumenti per migliorare l’offerta didattica e divulgativa e che permettesse anche di poter fare lavori di ricerca. Un entusiasmo reciproco per l’idea – mia, sua e di tutti gli amici che frequentavano il posto – mi convinse a impegnarmi seriamente e a trovare la via per reperire i finanziamenti e avere i permessi per l’edificazione dell’Osservatorio.

Così grazie al concorso e all’aiuto spassionato di molti amici, voglio qui ricordare con piacere Piero Martinoli e Gilbert Ratti che, fin dall’inizio, si misero a disposizione per tessere quella rete di relazioni necessarie per portare a buon fine tutta l’operazione, e poi ancora Alessio Rigozzi, presidente del Patriziato di Aquila-Torre e Lottigna, nonché Guido Degiorgi, presidente della Società alpinistica Nido d’Aquila e poi tutta la comunità di amici che gravitava attorno alla Capanna stessa. Insomma grazie a tutti loro e dopo circa 12 anni siamo giunti a una conclusione di tutta la fase preparativa e ci apprestiamo ora ad iniziare i lavori che porteranno, verso la fine del 2027, all’installazione del grande telescopio da 80 cm di diametro e della strumentazione secondaria, così che finalmente si potrà gettare uno sguardo sull’Universo inteso proprio come massima estensione del concetto di “ambiente in cui viviamo” con una strumentazione d’avanguardia che consentirà di mostrare a un pubblico, il più vasto possibile, le meraviglie del cosmo. Questo compito spetterà ad Anna McLeod, astrofisica e attuale presidente dell’Associazione Astronomica Astrocalina, a cui abbiamo passato il testimone per la gestione del presente e del futuro dell’Osservatorio di Gorda.

Ogni telescopio va visto come un trampolino che consente di tuffarsi in uno spazio immenso e in un passato sempre più remoto, con lo scopo di suscitare stupore e consapevolezza soprattutto nelle giovani generazioni che, più di tutte, hanno la necessità di “staccarsi” dalla fascinazione dei disvalori che nel mondo moderno vengono propagati con ingannevole gratuità, per intraprendere nella loro esistenza un percorso che con fatica e dedizione li porti a una vera conoscenza del mondo reale.

Nelle discussioni intrattenute con i miei studenti spesso si sono presentate  domande di carattere esistenziale come: “ma noi chi siamo?” e ancora “qual è lo scopo ultimo della nostra esistenza?”. L’astronomia come disciplina scientifica non può certamente dare delle risposte esistenziali ma, molto più di altre discipline, può sicuramente aiutare a costruire delle solide fondamenta razionali sulle quali ciascuno può poi costruire in sicurezza delle proprie architetture di pensiero sul senso della propria esistenza.

Date le conoscenze attuali, per quello che riguarda ciò che siamo, possiamo affermare, seguendo quanto enunciato nel Principio Antropico Partecipativo, che noi siamo l’esito provvisorio di un processo evolutivo che ha portato la materia a “complessificarsi”, nei 14,5 miliardi di anni di vita del nostro universo, trasformandosi dai primordiali atomi di idrogeno in tutti gli elementi che compongono la materia inerte così come la conosciamo. E qui, sul nostro pianeta, per meccanismi ancora sconosciuti la materia inerte a sua volta si è evoluta in materia vivente e poi, con l’umanità, in materia cosciente. Naturalmente questo processo di progressiva “complessificazione” – materia inerte, materia vivente e materia cosciente – non si ferma a noi, ma proseguirà oltre di noi e attraverso di noi; vale a dire che i prossimi passi evolutivi che verranno percorsi dalla natura non potranno prescindere dalle conseguenze di ciò che l’essere umano con il proprio raziocinio sta scientemente formulando. E così per quello che concerne lo scopo di un’esistenza la risposta può essere formulata in due modi distinti, ma che alla fine portano a delle conseguenze comuni. La prima risposta ha una base religiosa e può essere espressa con la seguente affermazione: lo scopo dell’esistenza di ciascun individuo è il divenire testimone efficace della misericordia di Dio e di operare secondo i suoi principi d’amore.

L’altra, più laica, prescrive che la realizzazione di un’esistenza sta nel contribuire a questo processo evolutivo che ci vede coinvolti come attori principali, e non come semplici spettatori, come il resto degli altri animali, usando tutte le risorse razionali e d’animo che ciascuno di noi ha a disposizione.

Trovare un perché alla propria esistenza produce una forza interiore formidabile che permette di organizzare al meglio come vivere la propria vita.

Questo è quanto ho imparato in tanti anni in cui ho scrutato il cielo con i miei telescopi, e questo è esattamente quello che auguro ai giovani che si accosteranno alla visione del cosmo all’Osservatorio dell’Alpe di Gorda perché, quale che sia la strada che imboccheranno nella loro vita adulta, tutte le loro scelte nascano da un impulso generato da passione, dedizione, ed estatica contemplazione del mondo.

*astronomo, presidente Associazione Astrocalina di Carona, promotore dell’Osservatorio di Gorda

Aggiungi un commento Aggiungi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserzione pubblicitaria