Una “prima” storica, il Giro d’Italia in Valle
di Mara Maestrani e Davide Buzzi
È stata davvero una giornata memorabile, storica, festosa e coloratissima quella del 26 maggio scorso con il passaggio in Valle della 16.ma tappa del Giro d’Italia che da Bellinzona ha portato i ciclisti “girini” fino a Carì! Dopo tre anni di lavoro e contatti vari e gli ultimi cinque mesi di lavoro intensissimo, il Comitato organizzatore ticinese – co-presieduto da Gabriele Gendotti e Fabio Käppeli con la direzione di Fabrizio Cieslakiewicz – è riuscito a proporre una bellissima tappa fino a Carì transitando – con due passaggi da Acquarossa-Torre e Leontica – per la Valle di Blenio. La fibrillazione, in valle, la si sentiva già qualche giorno prima con i preparativi delle ultime ore per le postazioni previste ad Acquarossa (bivio per Prugiasco), a Torre all’entrata sud del paese, al Nara e soprattutto a Leontica, dove si è vissuto il “top” del passaggio in terra bleniese – col relativo Premio della montagna – e dove sono stati in moltissimi a salire già nelle prime ore della mattinata per assicurarsi un posto a bordo strada. Davvero una Leontica vestita a festa e gioiosa, a cominciare dalla decorazione del maestoso campanile della Chiesa di San Giovanni. Da notare, lungo tutta la tappa ticinese, la bella e apprezzata presenza di numerose scolaresche, molto colorate e festanti, accompagnate dai loro docenti.
Insomma un evento unico che ha reso tutti felici: dai tifosi giunti da tutta Europa (parecchi i danesi al seguito del grande favorito Jonas Vingegaard), a chi in questa tappa ticinese ci ha creduto fin dall’inizio. Infatti, tra i membri del Comitato organizzatore l’emozione e la commozione erano palpabilissime all’arrivo a Carì e nelle interviste raccolte nel dopo gara. Un plauso a tutti loro e ai moltissimi volontari che hanno prestato con passione e dedizione il loro tempo libero per preparare e allestire il percorso di gara e le postazioni.
Riteniamo che la Valle sia apparsa molto bene in questa “vetrina” mondiale, che è quella garantita dal Giro in Rosa. Ci saranno ricadute positive per il turismo della Valle? È difficile dirlo ora, sarà solo il tempo a dare qualche indicazione in tal senso, ma possiamo scommettere che chi è venuto in Valle ne riporta a casa, grazie anche alla meteo favorevole, un piacevole ricordo.
Del Comitato organizzatore ticinese facevano parte anche due bleniesi: Lisa Solari, che si è occupata del segretariato e della comunicazione; e Loris Beretta, vicesindaco del Comune di Blenio, che era coordinatore per la Valle di Blenio.
Molto lavoro di preparazione,
10 mila spettatori in valle
A Lisa, originaria di Olivone e con una solida esperienza nell’ambito del marketing e nell’organizzazione di eventi (dopo una carriera nel settore delle agenzie di viaggio), abbiamo chiesto come ha vissuto la lunga fase preparatoria. “A inizio dicembre 2025, in occasione della presentazione del Giro a Roma, eravamo presenti con una piccola delegazione del nostro comitato di tappa.” – ci racconta. “Il tutto era stato preceduto, a inizio novembre, da un sopralluogo del Comitato d’organizzazione italiano che ha disegnato il percorso della tappa e ha proposto i due passaggi in Valle di Blenio. Quando abbiamo ricevuto tutte le informazioni dettagliate e le linee guida da seguire a metà gennaio, abbiamo iniziato a tastare il terreno in valle, interpellando alcune società, ristoratori sul percorso ed enti sportivi. All’appello hanno risposto il FC Aquila, l’associazione Il Larice, gli Amici del Nara e Blenio Bike (vedi più sotto, ndr). In questa fase è stato determinante avere in Comitato Loris Beretta per il coordinamento con i tre Comuni, i relativi Uffici tecnici e l’aiuto all’allestimento degli eventi in valle. Eventi i cui organizzatori godevano di libertà nelle proposte e che dovevano autofinanziarsi, ma che hanno comunque ricevuto da noi indicazioni pratiche e sostegno, come ad esempio supporti grafici e aiuti per l’informazione/comunicazione. Motivo per noi d’orgoglio è anche aver saputo coinvolgere le scolaresche del Bellinzonese e Valli: grazie allo sponsor principale Banca Stato, abbiamo potuto consegnare dei gadgets a ben 3200 allievi. I contatti con il Comitato organizzatore italiano (RCS Sport), formato da professionisti che durante l’anno si occupano pure di varie altre gare ed eventi di rilievo in Italia, li intrattenevo regolarmente via mail o al telefono. Abbiamo avuto anche delle riunioni a Milano, sempre in un buon clima propositivo. È stata insomma un’esperienza bellissima, con molto lavoro, ma anche molta soddisfazione”. Lisa ci informa che, secondo i primi dati raccolti, lungo il percorso da Bellinzona a Carì passando per la nostra valle, sono stati stimati ben 50 mila spettatori, di cui oltre 10 mila in valle. Le riprese della RSI della tappa in diretta, hanno registrato un picco di visioni verso le 16.36 di quel giorno di oltre 70 mila contatti.
Il Villaggio gara di Acquarossa
Molto apprezzata è stata la presenza dei food trucks, che hanno contribuito a creare un’atmosfera festosa e dinamica durante le giornate, assieme ai concerti organizzati alla sera sotto il capannone. La buona organizzazione degli spazi del Villaggio del Giro ha evitato gli assembramenti e ha permesso a tutti di godere di un’ottima visibilità. I passaggi dei ciclisti davanti al Villaggio sono stati seguiti con entusiasmo e partecipazione, tra applausi, fotografie e sventolio di bandiere. La postazione è stata organizzata e curata dall’associazione “Blenio Bike”.
A Torre col FC Aquila,
e il Premio della Montagna
A Torre, nella magnifica cornice organizzata dal FC Aquila sui terreni che un tempo furono il campo di calcio del FC Torre, non sono mancati nemmeno i tifosi internazionali: alcuni appassionati arrivati dal Colorado si sono dati appuntamento per sostenere i corridori statunitensi Sepp Kuss e Magnus Sheffield aggiungendo un tocco ancora più speciale alla giornata. Dopo il passaggio della tappa, la festa sportiva è continuata con la visione su grande schermo della bellissima partita dei Mondiali di hockey che ha visto la Svizzera imporsi sulla Finlandia. Peccato che, in finale, la Svizzera non sia riuscita a fare il bis…
A Leontica il Premio della Montagna
Dopo la faticosa salita percorsa per due volte nel caldo afoso, i girini sono stati accolti a Leontica da una numerosissima ed entusiasta folla, mai vista in tutta la storia del piccolo villaggio. La postazione di passaggio, con il Premio della Montagna, era organizzata dall’Associazione Il Larice, che ha saputo combinare magistralmente punti di ristoro, punti panoramici e un tocco di storia con la Milizia alla stazione turistica del Nara e poi di nuovo a Leontica. Inoltre la grande Chiesa di San Giovanni si è vestita a festa in rosa, con un grande striscione di benvenuto appeso sullo storico e centenario campanile.
La giornata di Festa del Ciclismo Rosa ha valorizzato in particolare le capacità organizzative della valle per grandi eventi, offrendo ai presenti un’esperienza coinvolgente e ben curata.
Il vincitore Vingegaard
Per la cronaca, a imporsi in solitaria sul traguardo di Carì è stato Jonas Vingegaard. Il danese ha sferrato l’attacco decisivo lungo la salita verso la stazione sciistica leventinese, staccando tutti gli avversari e conquistando così la Bellinzona-Carì. Con questa vittoria, Vingegaard ha messo di fatto il proprio sigillo sul Giro ancora prima dell’arrivo sulle grandi montagne dolomitiche.