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Leontica cresce attorno al suo Larice

Tenendo conto del numero degli abitanti (80-85) della frazione di Acquarossa, del tempo di pandemia (con scrupoloso controllo del green pass all’ingresso) e dell’ora (il tardo pomeriggio di sabato) erano veramente tanti gli interessati al futuro di Leontica che hanno partecipato alla serata informalmente costitutiva (la vera e propria assemblea seguirà) dell’Associazione Il Larice, nella sala multiuso del Centro pompieri di Dongio. Praticamente c’era tutto il paese (ma non solo) ad ascoltare il presidente, l’architetto Roberto Meyer, affiancato da Loris Beretta (che di Leontica fu anche segretario comunale) e Jean-Pierre Posse. Al pubblico sono stati presentati i nuovi gerenti di quella che prima della chiusura era la trattoria Centrale, Teo e Ornella Vitale, arrivati direttamente dalla gestione della capanna Cava della Val Pontirone. Stiamo riferendo solo della riapertura al pubblico di un esercizio pubblico, sebbene l’unico in un paese discosto ma bellissimo sul lato destro della Valle di Blenio? Non solo ma anche molto di più. Altrimenti non si giustificherebbe l’investimento iniziale di 525 mila franchi, per la metà soldi pubblici e, come detto, il coinvolgimento di più persone di quanti siano gli abitanti, e di una decina tra Enti pubblici e Fondazione private. Come Meyer ha precisato, il progetto di messa in rete di un intero territorio, che gode di punti forti come la chiesa di Negrentino e gli impianti di risalita del Nara, è stato concepito dai promotori dopo l’interesse suscitato dal sondaggio proposto nell’estate del 2020.

Attualmente si pensa di poter contare su circa 150 soci per formare il capitale dell’Associazione versando 100 franchi (persone fisiche), 200 (ditte) o 500 (soci “premium”) che avranno facilitazioni particolari. Al momento il cantiere è già aperto grazie ai contributi citati e al lavoro dei promotori. Se fisicamente si rinnova il ristorante che Il Larice ha acquistato e che verrà affidato ai nuovi gerenti quanto prima e si trasforma il parcheggio antistante in una vera piazza, a livello concettuale la messa in rete interesserà: cultura e storia, turismo, prodotti locali e svago e tempo libero. Per raggiungere l’obiettivo verranno organizzate due o tre attività quasi ogni mese. L’idea da un anno e mezzo a oggi è quella di invertire una tendenza che Meyer sperimenta da anni: “le luci nelle vecchie case del nucleo si sono a poco a poco spente” dopo che hanno gettato la spugna ristoranti, negozi e persino la casa montana: “oggi non vi è più un punto di aggregazione” ha osservato, aggiungendo: “Il Covid ha dato la legnata finale”. Ma poi è arrivato Il Larice, con quello che Beretta ha definito un “marcato entusiasmo” e il sindaco di Acquarossa Odis Barbara De Leoni “un progetto facile da appoggiare per un Municipio”, nel senso che ha tutte le caratteristiche che lo rendono interessante non solo per la SECO (Segreteria di Stato per l’economia), l’Organizzazione turistica regionale e L’Ente regionale di sviluppo, ma anche per le fondazioni che promuovono la vita in montagna, che siano confederate o ticinesi (come la leventinese Fondazione Danzi che ha generosamente contribuito). Loris Beretta ha osservato che paradossalmente “i soldi della Seco non sarebbero mai arrivati per un progetto sul fondovalle di Dongio”, dato che provengono da uno stanziamento proprio per le iniziative montane e periferiche. Naturalmente non manca il sito internet de Il Larice (illarice.ch) che precisa tutte le sfaccettature del progetto che ha lo scopo di favorire l’interazione tra gli abitanti, i villeggianti o i turisti di giornata, senza dimenticare chi è interessato a monumenti del calibro di Negrentino o allo sport nella natura d’estate e d’inverno (naturalmente ci riferiamo al Nara). La trattoria-osteria rinascerà con spazi più luminosi, non mancheranno un punto vendita di prodotti locali e vetrine informative sull’offerta turistica. E non mancheranno neppure tavoli all’aperto e in una seconda fase non è escluso offrire anche possibilità di alloggio come indica lo stampato dell’associazione che invita ciascuno: “Sostenici per un Larice forte e longevo”. Tutto quanto senza fini di lucro ma come “impulso ad una serie di iniziative a carattere ricreativo e culturale”.

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