Una Blenio Viva BeSTiale

Blenio VIVA, visita all'azienda agricola Blenio VIVA, visita all'azienda agricola
Blenio VIVA, visita all'azienda agricola

Lo scorso 3 agosto, la tradizionale cena coi villeggianti

di Ottavia Bulloni

Come funziona un campo scout? Chi lo organizza? Chi vi partecipa? Perché i giovani che si aggirano per la Valle di Blenio indossano divise di colori diversi, spille, foulard colorati al collo? E perché alcuni di loro hanno strani nomi?

Sono queste le domande che si sono posti in molti e a cui i numerosi iscritti alla serata organizzata da Blenio Viva il 3 agosto scorso hanno finalmente trovato risposta.

L’occasione è stata data dal tradizionale incontro fra villeggianti e vallerani, appuntamento che quest’anno ha avuto luogo nella cornice suggestiva del Campo scout BeSTiale 26. L’iniziativa si inserisce in un percorso che negli anni ha saputo rinnovarsi: dopo il successo dell’edizione 2024, ospitata presso la diga del Luzzone, e l’apprezzata proposta del 2025 durante la quale tre ville storiche di Olivone avevano aperto le loro porte ai visitatori, quest’anno l’evento è tornato con una formula nuova, pensata per permettere a bleniesi e villeggianti di vivere insieme un’esperienza inedita sul territorio.

Grazie alla preziosa guida di alcuni responsabili scout, i partecipanti hanno avuto l’occasione di camminare attraverso il territorio di BeSTiale 26, addentrandosi fra le tende che compongono gli accampamenti dei diversi gruppi scout del nostro Cantone. Nel vasto prato, normalmente adibito all’agricoltura, è stato possibile osservare piccole e grandi costruzioni: torrette da osservazione, tende sopraelevate, tendoni di ritrovo e cucine da campo. Ovunque apparivano bandiere colorate, ognuna diversa per ogni sezione.

Nonostante molti gruppi fossero impegnati in attività fuori dalla sede principale, il campo brulicava di vita: in alcuni accampamenti cominciavano i preparativi per la cena, che diffondevano un buon profumo lungo la via principale; altri gruppi erano impegnati a risolvere indovinelli ed enigmi attorno al chiosco; altri ancora si divertivano a giocare a pallone nel prato, in attesa di essere richiamati dai loro responsabili. Non sono mancati, infine, gli scout che si sono aggiunti alla comitiva in visita, saziando la curiosità degli ospiti e aggiungendo nuovi particolari sulla loro avventura BeSTiale 26.

I partecipanti hanno così scoperto che gli scout si dividono in più gruppi, organizzati secondo l’età e riconoscibili dal colore della divisa. I più piccoli sono i castori (5-7 anni), seguiti dai lupetti (8-11 anni) e dagli esploratori (11-15 anni). I più grandicelli, dai 15 ai 17 anni, sono invece dei pionieri; da ultimo, si trovano i rover, gruppo che raccoglie tutti gli scout dai 18 anni in poi. Ogni branca ha così una propria divisa e un proprio motto, che ne rappresenta lo scopo e lo spirito. Ne emerge un quadro fatto di generazioni diverse che convivono e collaborano attivamente alla gestione quotidiana del campo, il tutto vivendo esperienze a stretto contatto con la natura.

Terminata la visita al campo, il gruppo si è spostato presso l’azienda agricola Alnéid, dove si è svolto un momento ufficiale con i discorsi della presidente di Blenio Viva Alessia Baroni e della sindaca di Blenio Claudia Boschetti Straub. Quest’ultima ha ricordato un curioso collegamento: il toponimo “Campo” deriverebbe dal latino campus, e alludeva probabilmente a un accampamento romano situato nella zona; fortuita coincidenza, ancora oggi, quella stessa località ospita un accampamento – questa volta di scout.

Ai discorsi ufficiali è seguita la parte più conviviale, durante la quale è stato possibile gustare un ottimo aperitivo nostrano. Ad accompagnare l’evento vi erano poi le musiche del gruppo Folk&Grott, che ha fatto ballare alcuni partecipanti e ha allietato la cena con il suo repertorio di musica popolare. Per i più intrepidi, la serata è proseguita alla ‘Grotta’, normalmente conosciuta come ‘la cupola’ ma trasformata per il campo in un allegro punto di ritrovo e divertimento, dove la serata si è protratta fino a tarda ora fra balli e karaoke.

È stato, nel complesso, un incontro che ha saputo unire generazioni e mondi diversi, regalando a villeggianti e vallerani uno sguardo autentico su un’esperienza che continua a formare i giovani del nostro cantone (e chi lo sa se, un giorno, comincerà anche a coinvolgere i giovani della Valle di Blenio, dove tuttora non esiste una sezione scout).

Per concludere, un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti e agli organizzatori, con l’auspicio di ritrovarsi presto per un prossimo incontro alla scoperta di nuove sfaccettature della valle di Blenio.

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